Legge sul biologico: c’è chi dice no

In questi giorni si parla molto della nuova legge quadro sul biologico di cui il Parlamento sta discutendo: te la raccontiamo, ma a modo nostro 😉

Il biologico: cos’è

logo bio ueChi preferisce il biologico lo sa: acquista frutta e verdura, ma anche latte, succhi, carne, uova, pesce (sì, hai letto bene!) e tantissimi altri prodotti che si distinguono perché contrassegnati da un marchio di colore verde con una fogliolina “stellata” al centro.

E’ il logo ufficiale della Comunità europea: attesta che la produzione di quell’alimento è avvenuta nel rispetto di regole (sulla naturale fertilità del suolo, sulla promozione della biodiversità ed escludendo l’utilizzo di prodotti chimici e di organismi geneticamente modificati) stabilite da Regolamenti UE e decreti nazionali.

Pro e contro il disegno di legge

In questi giorni al Senato si discute sul disegno di legge n. 988 (già approvato alla Camera) recante disposizioni per lo sviluppo e la competitività della produzione agricola, agroalimentare e dell’acquacoltura con metodo biologico.

Il documento, però, non trova il consenso di tutti: reputato più sano, sicuro e meno inquinante dell’agricoltura tradizionale da alcuni, la produzione biologica è, invece, considerata pericolosa e inquinante secondo chi sostiene l’opposto punto di vista. Da qui la diatriba sulla proposta di legge e gli approcci opposti sulle modalità di rivedere l’attuale approccio al biologico.

Contrari

Oltre 400 scienziati ed esperti si sono dichiarati riluttanti verso la proposta di legge e hanno sottoscritto una lettera indirizzata a tutti i Senatori della Repubblica in cui si legge, tra le altre cose, che la proposta di legge quadro:

  • sostiene l’agricoltura chimica (a discapito di quella biologica),
  • scoraggia la ricerca scientifica,
  • finanzia la formazione sul metodo biodinamico, che richiama anche credenze “esoteriche”.

A favore

Di diverso parere, invece, coloro che appoggiano il disegno di legge, secondo i quali:

  • il bio dà origine a un forte inquinamento dei terreni a causa dell’uso del rame (che è un metallo pesante),
  • ha fino al 70% di resa in meno rispetto all’agricoltura convenzionale,
  • non vi sono prove scientifiche secondo cui i prodotti biologici siano qualitativamente migliori.

I numeri del bio

le vendite del bio in italiaVa detto, a ogni modo, che l’interesse e i consensi in Italia ci sono: siamo il primo Paese esportatore di biologico in Europa!

Questi i dati più rilevanti:

  • le vendite del bio in 10 anni (2008-2018) sono cresciute del 205% e del 14% nel 2017-2018;
  • tra il 2010 e il 2017 la superficie agricola dedicata all’agricoltura biologica è aumentata del 71%, mentre rispetto al 2016 la crescita è stata del 6,3%;
  • le aziende italiane che producono seguendo questo metodo oggi sono circa 76.000: dal 2010 sono aumentate del 59% e, solo nell’ultimo anno, del 5,2%;
  • le famiglie che hanno acquistato bio almeno una volta sono l’81%.

I motivi che portano gli italiani a preferire il biologico sono soprattutto tre:

  1. salute: 52%,
  2. sicurezza e qualità: 47%,
  3. ambiente: 26%.

Il punto in comune

controlliTuttavia, il dibattito ha un punto che accomuna le due fazioni: i controlli.

Entrambe le parti, infatti, concordano sull’esigenza di rivedere il sistema degli accertamenti e delle sanzioni per l’ottenimento e il mantenimento nel tempo della certificazione.

Inoltre, soprattutto per gli operatori con produzioni ridotte e fatturato minimo, sarà opportuno snellire le pratiche necessarie e la burocrazia a queste collegata.

…quindi?

Siamo dell’idea che gli scontri in atto possano essere rivisti considerando due punti fondamentali: la salute delle Persone e quella del Pianeta.

In entrambi i casi, puntare sulla Qualità è meglio che puntare sulla quantità!